Perché non reagiamo?

da Dic 15, 2019News

di Umberto Moris Simone Catanzaro

Dopo la partecipazione di Greta a Torino, non possiamo rimanere indifferenti alla situazione attuale che stiamo vivendo.

Nel mondo ogni 6 secondi un bambino muore di fame, ogni 7 per il mancato accesso a cure adeguate.

Un essere umano su nove non è nutrito abbastanza, uno su dieci beve acqua così sporca che non utilizzeremmo nemmeno per lavare la nostra auto.

Oltre 7 milioni di persone muoiono ogni anno a causa dell’aria che respirano.

Il riscaldamento procede più veloce di tutte le previsioni, il doppio di quanto gli scienziati avevano ipotizzato vent’anni fa.

Si stima che quasi 70 milioni di persone si sono spostate a causa dei cambiamenti climatici e questo numero non potrà far altro che aumentare.

Abbiamo ancora il tempo per risolvere tutti questi problemi?

Perché non reagiamo?

Per sopravvivere, il modello economico attuale, necessita di una crescita continua e senza limiti. Quella famosa crescita che ci impone di produrre e consumare in continuazione e che, concentrata su attività estrattive e materiali, porta a distruggere sempre più risorse naturali e accumulare sempre più rifiuti.

La crescita non può conoscere rallentamenti.

Dati tratti dal libro “Petit manuel de résistance contemporaine”di Cyril Dion