TORINO, UNA GIUNTA SENZA PACE

da Nov 30, 2019News

Il recente scontro tra i consiglieri comunali del Movimento5Stelle e la loro sindaca (oltre che con l’ex assessora Pisano, ora ministra per l’Innovazione) in merito all’accordo tra la Città e l’Israel Innovation Authority, così come ce li hanno raccontati diversi media (qui gli articoli di Repubblica, Corriere e Lo Spiffero), impone alcune riflessioni a nostro parere importanti.

La questione è esemplare perché mette in evidenza alcune fragilità di chi sta governando la nostra città:

  • in primo luogo, evidentemente, mostra una disomogeneità di vedute tra i consiglieri e la giunta che dagli stessi è stata eletta: si tratta di una situazione potenzialmente paralizzante poiché nessuna delle due fazioni ha poi la coerenza di aprire una crisi formale
  • più in generale espone la città al ridicolo in ambito internazionale fino al rischio di perdita di credibilità, a causa della superficialità con la quale consiglieri comunali di maggioranza rappresentano Israele – con una inconscia vena di antisemitismo – e una guerra oppressiva come entità indistinguibili

Più interessante sarebbe capire meglio gli obiettivi che questo accordo si propone e le ricadute che dovrebbe portare sulla città, per i profani non così facilmente percepibili.

Ancora più interessante sarebbe decidere se Torino vuole o meno essere coinvolta in attività che abbiano un “risvolto bellico” in Palestina o in qualsiasi altra parte del mondo.

Siamo sicuri che le attività cittadine non abbiano alcun rapporto con attività legate alla guerra (concetto in effetti un po’ vago), in modo diretto o indiretto, in ambito produttivo o finanziario?

Forse un assessment approfondito ci aiuterebbe a capire meglio la situazione e a guidare le nostre azioni e le nostre parole…

Sarebbe in effetti molto auspicabile – e veramente “innovativo” – diventare sempre più “città costruttrice di Pace”, vocazione che nella storia ci ha già guidato in molte occasioni!